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ARTICOLO APPARSO SU
CRONACA FILATELICA DI DICEMBRE 2001
E anche il 2001 volge al termine. L'anno che verràsicuramente
ricordato per un solo giorno, l'11 settembre, si concluderà
a breve lasciando un triste ricordo di se'. Ancora non sapremo se
il 2002 sara' migliore o peggiore per i risvolti della guerra in
atto. Ma se l'anno solare volge al termine, l'anno "filatelico"
e' nel pieno del suo vigore. Da sempre i mesi finali sono stati
quelli piu' significativi per tutti i filatelisti, commercianti
e collezionisti. Soprattutto nel mese di dicembre si sono concentrati
da sempre i piu' importanti acquisti dei collezionisti compliceanche
l'arrivo del Natale portatore di doni. Un bilancio commerciale dell'anno
passato è d'obbligo. Il 2001 e' stato caratterizzato anche
dagli alti e bassi dell'Europa CEPT che proprio in questo anno ha
visto il massimo del suo fulgore ed anche un lungo momento di stasi
negli acquisti. I prezzi ormai molto elevati hanno contribuito ad
un massiccio movimento e le finanziarie spagnole hanno dovuto parare
il colpo delle numerosissime offerte provenienti da ogni parte del
mondo. Perché anche nel campo filatelico, quando un prezzo
e' molto elevato, i francobolli saltano fuori da ogni dove. Tutti
i commercianti mondiali, attratti dalla convenienza economica, si
danno da fare sia per trovare nelle proprie scorte, magari dimenticate
da anni, i francobolli richiesti sia perricontattare vecchi clienti
che hanno di quel settore qualche collezione o stock. Il prezzo
allettante rende molto remunerativo trattare quel settore. E per
l'Europa CEPT è proprio questo che si e' verificato; il forte
incremento di prezzo ha visto il proliferare di inserzioni di acquisto
da parte dei commercianti più organizzati che hanno raccolto
via via un nutrito numero di collezioni e di annate intasando l'ufficio
acquisti degli investitori spagnoli che hanno dovuto ricorrere ad
uno stop tecnico di molti mesi. Ma ora sembra che le cose si siano
meglio ristabilite e con dei freni tecnici di spesa mensile sono
ripartite le campagne di acquisto. Certo che la vendibilitˆ si è
un po' ridotta, sia a causa della minore liquidità offerta
al mercato, sia per la sempre maggiore pignoleria nella ricerca
della qualite'. Questo cambiamento nelle modalità di acquisto
è chiaro ed anche, se vogliamo, condivisibile. Per rarefare
gli acquisti e' molto semplice; basta essere piu' pignoli nella
ricerca della qualita'. Un'altra strada sarebbe quella di diminuire
sensibilmente i prezzi di acquisto, ma non e' una soluzione voluta
dagli acquirenti spagnoli. E, come dicevo, e' anche condivisibile
in quanto alcune serie, dal valore di poche migliaia di lire di
due anni fa, sono balzate a prezzi di acquisto di 50 € cad.
costringendo gli acquirenti ad una maggiore esigenza qualitativa;
e' logico che si controlla meglio e piu' attentamente una serie
costosa che una modesta! Per fare un esempio italiano quando si
compra una collezione di Repubblica dal 1960 al 1980 si controlla
attentamente il "Gronchi rosa" e si guarda molto superficialmente
il resto se non addirittura non si controlla nemmeno. Certo non
si pu˜ dare loro torto! Passando agli altri settori esteri, il 2001
ha visto un incremento di domanda di molti Paesi interessanti filatelicamente
sia per le tirature che per la loro condizione finanziaria. Buone
richieste si sono verificate per il Liechtenstein, Lussemburgo,
Belgio, Monaco, Andorra Francese e Portogallo coinvolgendo nella
richiesta oltre ai francobolli nuovi anche i francobolli linguellati.
Quando un Paese "tira" , anche se gli acquisti sono concentrati
soprattutto od unicamente sui francobolli nuovi integri, l'immagine
che viene proiettata all'esterno di interesse fa si che vengano
coinvolti nell'euforia tutti i francobolli e che i collezionisti
concentrino maggiormente gli acquisti su questi Paesi, temendo rimbalzi
di prezzo, spaziando su tutte le qualità ed apprezzando anche
i francobolli, naturalmente antecedenti alla Grande Guerra, con
la sana linguella del tempo. E se l'estero ha fatto la parte del
leone, anche l'area italiana ha partecipato significativamente al
buon andamento dell'anno che si sta concludendo. E la punta di diamante
è stato sicuramente il San Marino. L'incremento dei prezzi
lo si è notato sicuramente sui cataloghi nazionali e l'aumento
della vendibilità lo si è potuto constatare giorno
dopo giorno; i lotti, le collezioni ed i pezzi singoli sono stati
quasi sempre venduti in tutte le aste dell'anno. La parte moderna,
dopo l'anno 1959, si è apprezzata sensibilmente e la parte
precedente ha avuto un forte aumento di richiesta accompagnata anche
da leggeri aumenti dei prezzi. Per il periodo antecedente al 1992
e' sparito il "sottonominale" mentre per la parte piùrecente
i francobolli si devono collocare ancora sotto il valore facciale.
Infine la Repubblica ha visto nell'anno 2001 i piùbassi prezzi
degli ultimi cinque anni che dovrebbero favorire, a parer mio, una
prossima rivalutazione. Sebbene le premesse ci siano non vedo ancora
aumenti di prezzo in questi giorni ma penso che il 2002 sarà
proprio l'anno della Repubblica Italiana e porterà le quotazioni
ad un livello piu' alto. I prezzi di acquisto pubblicati non sono
ancora in grado, a parer mio, di innescare questo aumento e non
sono ancora abbastanza interessanti per permettere di rastrellare
a dovere sul mercato il fluttuante. Come per la CEPT, con prezzi
piùalti si avranno maggiori soddisfazioni!!!
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