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ARTICOLO APPARSO SU
CRONACA FILATELICA DI SETTEMBRE 2001
Questa testata compie venticinque anni! Sicuramente i venticinque
anni più significativi, commercialmente, della filatelia
italiana e mondiale. Durante questo periodo si sono visti innumerevoli
mutamenti di quotazioni, mode, andamenti, passioni tali da mostrare
a chi li ha seguiti anche solo superficialmente un mondo molto variegato
e mutevole. Se aggiungiamo a questi venticinque anni i dieci anni
precedenti, ripercorriamo proprio tutte le tappe salienti della
filatelia moderna. Infatti alla presenza sul mercato di Cronaca
Filatelica manca la partecipazione al "boom" e relativo
"sboom" degli anni 1966/67 quando, chi li ha vissuti come
me ricorda bene, ci si batteva per acquistare la serie appena emessa
di Verrazzano d'Italia o degli Stati Generali (già molto
rara), la serie in foglio intero della Polonia di Vaticano, il giro
completo in quartina di Papa Giovanni XXIII, (a tre volte il prezzo
di oggi!) e altre serie che oggi, ai neofiti, non dicono proprio
niente. Altri tempi! Dove la speculazione faceva da padrona e donava
gioie e dolori nello spazio di poche ore. Infatti, dopo una grande
euforia di richieste e di prezzi, si è piombati nel buio
più completo con francobolli che valevano un decimo di pochi
giorni prima. Tirature di Vaticano da 4.000.000 che si esaurivano
nello spazio di pochi giorni. Ricordo che le tirature odierne sono
mediamente di 450.000 serie e non vanno esaurite. Altri tempi! Ma
negli anni settanta/ottanta, dopo più di dieci anni di alti
e bassi senza grandi sconvolgimenti ecco che si ripresenta una situazione
per alcuni versi analoga alla corsa alla speculazione della metà
degli anni sessanta. Premetto subito che il crollo del 66/67 non
si è più ripetuto. Verso metà degli anni settanta
ecco ripresentarsi gli investitori che puntano le loro "fiches"
sulle buone serie italiane ed europee dimostrando di non cadere
più nell'errore di acquistare piccole serie di poco valore
e di grandi tirature. Si concentrano su serie medio rare di Europa
Occidentale e su buoni francobolli di Regno e Repubblica. Si formano
accurati "giardinetti filatelici" da depositare in cassetta
e da ripresentare alla vendita dopo dieci anni. Questi investimenti
danno risultati soddisfacenti premiando chi ha puntato sulla qualità
invece che la quantità . Ma ecco ripresentarsi la speculazione
più incisiva che punta sulle nuove "collezioni d'attualità"
ove fanno la parte del leone isolette quasi sconosciute, anche geograficamente,
come le Faroer, Azzorre, Madera o paesi rivisitati e spezzati da
un nuovo evento politico o economico come la Spagna Regno, il Portogallo
dalla rivoluzione dei garofani, la Grecia dopo i colonnelli, i Quadri
di Francia, i tre O.N.U., Malta dall'indipendenza e altri. La partenza
è quella di generare nuovi collezionisti che, data la modestia
delle collezioni, possano tranquillamente andare avanti ed entrare
nel mondo della filatelia. Gli abbonati al servizio novità
aumentano a vista d'occhio e le ditte che si inseriscono in questo
nuovo mercato sono parecchie. Dopo la costante ascesa del numero
dei collezionisti si inseriscono ancora gli investitori incuriositi
da questi nuovi eventi; acquistano migliaia di serie e foglietti
per tipo puntando soprattutto sulle prime emissioni di queste "nuove"
collezioni. Le cassette di sicurezza straripano di quantità
di francobolli ricordando molto il boom degli anni sessanta. Le
tirature aumentano a dismisura accontentando la richiesta, ma prestandosi
alla speculazione minando il valore futuro delle serie acquistate
in grande quantità. La rivista pullula di inserzioni di vendita
e di acquisto di tali voci dando una ufficialità queste nuove
collezioncine. Lo scopo è sicuramente raggiunto e i collezionisti
aumentano come pure il numero di riviste filateliche e la loro tiratura.
Ma la recessione economica è alle porte e i nuovi collezionisti
sono quelli che la subiscono di più . Le collezioni si riversano
sul mercato creando l'effetto inverso e facendo crollare i prezzi
e la vendibilità; infatti aumentano le serie sul mercato,
diminuiscono i collezionisti e non se ne creano di nuovi. I francobolli
del periodo 70/90 vanno tutti sotto al nominale ed il resto è
storia di oggi. Dopo l'esperienza delle collezioni moderne Cronaca
Filatelica, che ha giàvisto molto, registra anche la nuova
svolta dell'era moderna. I vecchi collezionisti riscoprono il piacere
di collezionare le collezioni intere ed acquistano oculatamente
i francobolli mancanti. L'esasperazione della qualità frena
un po' il commercio privilegiando le serie di grande qualità,
meno presenti sul mercato. Nasce anche la "mania" del
certificato che contagia anche le serie di modesto valore. Ma l'economia
mondiale detta ancora legge. Molti collezionisti si allontanano
dagli acquisti presi dalle nuove mode che assorbono molta liquidità;
i computer, internet ecc. Dopo questi fatti la filatelia prende
una strada più seria e meno dipendente da mode del momento.
Gli investitori che hanno fatto da padroni in molti momenti, si
defilano e ci si concentra di più sui collezionisti veramente
appassionati. Complice anche la diminuzione dei prezzi, che rende
più abbordabili gli acquisti, le richieste sulle serie importanti
aumentano e molti appassionati riescono con successo a completare
le loro collezioni facendo anche qualche buon affare. E non appena
si intravede la possibilità di guadagnare in filatelia ecco
rispuntare gli investitori, soprattutto stranieri, che vedono il
nuovo affare del momento; acquistare a prezzi bassi tutti i francobolli,
siano essi a buon mercato o cari, ed offrirli come investimento
a nuovi piccoli investitori che potranno anche diventare veri collezionisti.
E ricordiamo il recentissimo boom dei giri Europa, del Portogallo,
di Monaco e di altri paesi. Ancora una volta gli investimenti in
filatelia hanno segnato il corso di questo settore. E sulla via
dei ricordi non rimane altro che pensare al futuro. Un futuro, penso,
più ragionato dove a farla da padrone saranno i veri valori
fondamentali della filatelia ( la tiratura, la rarità, la
reperibilità ecc.) e non le mode del momento. Dove la professionalità
prenderà il posto della pressapochezza e l'intelligenza dei
collezionisti prevarrà sulle speculazioni e sulle esasperazioni.
Un futuro forse più tranquillo e meno ballerino che tutti
i professionisti di questo settore si augurano insieme a Cronaca
filatelica che sarà sicuramente presente nei prossimi anni
a testimoniare le realtà di questo interessante settore.
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