ARTICOLO APPARSO SU
CRONACA FILATELICA DI LUGLIO 2001
Fine stagione filatelica con notizie tutte positive. L'attuale situazione fa prevedere un buon inizio di stagione fin dall'apertura al Convegno di Riccione. Tre le notizie più importanti: la comunicazione che i francobolli italiani rimarranno in corso, la notizia di investimenti sulla Repubblica Italiana e l'asta Bolaffi che ha avuto un grande riscontro di pubblico e di interesse. Sicuramente la notizia che interessa di più il nostro settore e segnatamente tutti i collezionisti e i commercianti e' il tanto auspicato e richiesto comunicato del Ministero delle Comunicazioni che sancisce la validità postale illimitata dei francobolli italiani in lire in corso (dal 1967) e recita precisamente: Le carte postali con valore nominale espresso esclusivamente in lire o in lire ed euro, che risultino in corso al 31 dicembre 2001, continueranno a mantenere a tutti gli effetti la loro validità , e quindi il loro potere di affrancatura, senza alcun limite temporale, anche dopo l'introduzione dell'euro il 1° gennaio 2002. Lo ha deciso il Ministero anzidetto cui, secondo la vigente legislazione, è riservata ogni competenza sull'emissione di carte valori postali. Niente più dubbi, quindi, e ottimismo dilagante tra tutti gli interessati. Infatti, seguendo l'esempio della Francia, anche l'Italia ha deciso di mantenere in corso i "vecchi" francobolli in lire. Sicuramente una decisione saggia, indipendentemente dagli interessi del settore filatelico, che innesterà un meccanismo positivo in tutto il settore. E' sicuramente l'unico sistema per risolvere brillantemente lo stallo che si prospettava in caso di decisioni differenti; anche il cambio dei francobolli in lire con quelli in euro, per un breve periodo di tempo, che si ventilava, non avrebbe avuto certo lo stesso risultato. Infatti i francobolli in lire non sostituiti fluttuando sul mercato avrebbero creato un effetto destabilizzante non avendo più potere di affrancatura e avrebbero trovato collocazione sul mercato ad un prezzo sensibilmente minore del nominale. Naturalmente opinioni ormai non più verificabili per l'avvento della nuova notizia. Avremo anche materiale interessante per gli amanti della storia postale con affrancature miste in lire ed in euro che si protrarranno per decenni. Era gia' quasi un anno che scrivevo ed auspicavo una soluzione in questo senso, ma solo dopo la decisione francese, ho cominciato veramente a sperare che il nostro Ministero seguisse quella strada. Non e' di molti mesi fa quell'articolo ove spiegavo come era, secondo me, impossibile che lo Stato italiano mettesse fuori corso dei valori che erano stati acquistati dal contribuente/cliente per fruire di un servizio differito nel tempo. Ero sicuramente convinto fermamente della conclusione positiva di questa vicenda così importante per la filatelia in genere. E sicuramente il risultato è stato più positivo delle migliori aspettative! In questo contesto positivo per la Repubblica Italiana, si innestano altre due notizie.
Durante l'asta di Bolaffi, della quale parleremo fra un attimo, giravano voci di una costituenda nuova societa' finanziaria che aveva come scopo principale l'acquisto di francobolli della Repubblica Italiana con l'intento di fare un buon investimento nell'ottica futura di aumenti di prezzi. E vorrei anche qui puntualizzare i miei consigli degli ultimi tre o quattro articoli di questa rivista ove facevo notare che i prezzi della Repubblica non erano stati mai così bassi, negli ultimi anni, e consigliavo a tutti i collezionisti di completare, proprio in questi mesi, la loro collezione di Repubblica acquistando tutti i pezzi mancanti piu' importanti. Alla luce di queste nuove notizie forse non ho sbagliato e posso ancora ulteriormente confermare che il periodo buio della nostra Repubblica pare essere finito e che ci si avvia verso un lento miglioramento, sia di prezzi che di vendibilita', di questo importante settore. Sembra che un pool di collezionisti, commercianti ed investitori abbia deciso di acquistare sia i francobolli "buoni" e piu' rappresentativi della Repubblica che quelli moderni; spero gia' con l'anno filatelico nuovo di darvi ulteriori e più concrete notizie; se son rose fioriranno. I primi risultati di queste voci positive di rilancio della Repubblica si sono visti proprio all'asta Bolaffi ove, in mezzo a oltre tremila lotti, era offerta una collezione quasi completa di Repubblica Italiana, filigrana ruota, in fogli. Fino al venerdì sera erano i commercianti che pensavano di potere acquistare, secondo il proprio fabbisogno e la situazione del loro stock, alcuni fogli a prezzi interessanti anche se non vantaggiosissimi per l'interesse dell'insieme e per le numerose persone che sarebbero state presenti alla licitazione. Gia' dalla mattina seguente le voci di questa importante costituzione era nell'aria ed ha contribuito a scaldare ed infervorare l'ambiente. Al momento della battuta tutti i presenti hanno aggiunto qualche scatto alle proprie offerte e tutti i fogli sono stati venduti a prezzi impensabili il giorno prima. Faccio alcuni esempi basandomi sul Catalogo Unificato: la Santa Caterina ha realizzato oltre meta' catalogo (catalogo 17.500.000/realizzo compresi diritti 9.000.000) la Radiodiffusione anche (32.500.000/16.800.000) l'ERP un po' sotto (25.000.000/12.000.000) e a scendere la Repubblica Romana (36.250.000/15.000.000) la Siracusana filigrana ruota (67.400.000/27.600.000). Mediamente il realizzo è stato il 40% netto del Catalogo Unificato. Infatti sono stati venduti 623.550.000 di catalogo per lire 246.840.000. Naturalmente nei fogli vi era qualche francobollo difettoso, qualche piega, qualche mancanza di colla o altri piccoli difetti che facevano leggermente scendere il totale di catalogo. Altro particolare interessante è che non vi è stato alcun invenduto. Alla luce di questi fatti le premesse di aumento del settore, che c'erano già qualche mese fa, sono oggi ancora maggiori e lasciano prevedere un buon incremento per il futuro. Per concludere con l'asta Bolaffi posso dire, in base a conteggi calcolati dal loro staff, che i lotti proposti erano 3.005 e che ne sono stati aggiudicati 2.740. I prezzi di base, peraltro sempre molto contenuti, erano di lire 1.725.000.000 e sono stati aggiudicati per un importo totale di lire 3.812.000.000. Un'asta sempre interessante che catalizza in quei giorni molti collezionisti e commercianti

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